salone della moto 2015
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Salone della moto 2015: il trionfo delle Classic Bikes

Il calendario mi guarda impietoso: novembre è giunto ormai e il salone della moto 2015 mi aspetta, senza possibilità di negoziare. Sì perché il salone della moto è una fatica: immenso, affollato da mandrie di barbari urlanti e maleodoranti, giunti da ogni vallata della Val Padana e oltre, bande di Bikers con gilet pieni di teschi e adolescenti brufolosi con zaini ingombranti, molesti oltre ogni misura, tutti a caccia di foto di quelle povere derelitte (s)vestite in maniera incongrua a cavallo degli scintillanti oggetti del desiderio.
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Si, ma...ci sono anche le moto al salone della moto!
Ed ecco che ogni anno un attempato gentiluomo come me cerca compari con cui condividere ideali motoristici e si imbarca nell’impresa.
Premessa: a me piacciono solo certe moto e di quelle vi parlerò , per le altre il web è pieno di siti specializzati gonfi di foto e dati tecnici, per cui rilassatevi e seguitemi nel mio personalissimo tour.
A posteriori posso dirlo: questo è un anno di quelli buoni, le Classic Bikes si sono ormai create una fetta di mercato rilevante, fatta da chi, come me, cerca nella moto una emozione, un ritorno ad anni migliori di questi, una passione che nel tempo non si è mai spenta ma, anzi, è maturata, spogliandosi dall’esigenza delle prestazioni, dell’andare forte a tutti i costi, per approdare ad uno stile di vita su due ruote.

Salone della moto 2015: le Classic Bikes

Cominciamo da un super classico, BMW, che col suo boxer R nineT, condito da innumerevoli accessori dedicati, dominava uno stand immenso, gioia per gli occhi di tutti i fan dell’elica bavarese: finalmente il ritorno della moto del gentiluomo milanese per eccellenza.

Parlando di gentleman, come non menzionare la nuova famiglia Bonneville di casa Triumph? salone della moto eicma 2015
Per non parlare della scrambler o della Thruxton, tutte basi ideali per customizzazioni più o meno estreme, come si vede nell’angolo dedicato agli accessori originali.

La rivale per eccellenza della Bonnie è la Guzzi V7, che i ragazzi di Mandello ci presentano anche in versione Stornello, cioè scrambler. Devo dire che lo sforzo per alzare il livello qualitativo e stilistico si percepisce, ma gli inglesi, ahimè, sono sempre un passo avanti, forse due.
Molto interessante anche la nuova V9, una specie di custom di serie che apre nuovi scenari: io la definirei bobber all’italiana, nuda, essenziale ed emozionante.

Novità interessanti anche in casa Benelli con il Leoncino, tentativo intrigante di operazione nostalgia, con ingredienti High tech, forse destinato al successo.

Da vedere anche la rediviva Mondial che propone un geniale 125 denominato pomposamente hipster, con motore di derivazione Piaggio, che sarà la base di una gamma che fa presagire sviluppi notevoli.
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Un giro in Yamaha ti fa capire cosa vuol dire fare moto sul serio… Io mi sono emozionato davanti alla famiglia di belve scintillanti in livrea giallo/nera (stile Kenny Roberts) dedicate al 60′ anniversario della casa dei tre diapason, che, di recente, ha cominciato una collaborazione con la powerhouse “faster sons”, generando capolavori come la xsr 750, che faceva bella mostra insieme alla sempiterna sr 400 e alle meravigliose xv 950 e xsr 900.
Un ritorno alle radici carico di fascino ed eleganza.

La Honda su questo terreno mi sembra anni luce indietro, un po’ come Marquez…salverei solo la CB 1100, anche se solo in camera caritatis.

Se poi volete farvi un giretto in casa Mash, trovate delle piccole moto geniali, adatte a neofiti, ragazze alle prime armi e low-budget, ma decisamente graziose, come la five hundred o la Steve, modelli che rispecchiano, secondo me, l’idea di moto come mezzo di trasporto divertente e giovane

Vi piacciono gli scooter? A me no

Gli scooter non mi piacciono, però uno sguardo allo stand Vespa si deve dare, non foss’altro che per le standiste, scelte in base al mood sixties di ispirazione .
Bello anche il Peugeot/Deus, anche lui un tuffo nel passato.
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Harley Davidson, La Signora

Apriamo il capitolo America…High-five sempre e comunque agli amici dell’Harley Davidson, stand da sempre ritrovo degli attempati gentiluomini e non di tutto il mondo, un mondo sempre uguale a se stesso e sempre nuovo, che quest’ anno brulicava di specials su base 750, il tentativo di rendere “democratico” un mondo da sempre elitario.
Gli Harleisti puri e duri storcono il naso, ma tant’è, le moto sono belle. Punto.
Sono rimasto poi per mezz’ora a giocare come un bambino nello stand della Indian, sorprendendomi a pianificare un improbabile acquisto e un problematico spazio nel box per quelle stupende Scout e Chief, tornando per trenta minuti ai miei viaggi in California, cioè ai miei vent’anni (sigh!)
Tutto questo è stata il Salone della Moto 2015, quattro ore circa di sogni e cromature, cilindri ed emozioni, cavalli e ricordi, un tuffo nel futuro con un occhio al passato che vale assolutamente 21 euro di biglietto.

Salone della moto 2015: il trionfo delle Classic Bikes
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