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Pitti Uomo Gennaio 2017. Sport Rules!

pitti uomo gennaio 2017

Pitti uomo gennaio 2017. Ed eccoci qua. Le luci di Pitti a Firenze si sono spente, il circo del fashion system si è chiuso e il Ruvido, che ha preso il suo bel Freccia Rossa, adesso vi racconta l’aria che tirava.

SPORTWEAR IN GRANDE SPOLVERO

Si capisce subito che la tendenza è più definita del solito: le grosse aziende dello sportswear pigiano forte l’acceleratore sul tecnico estremo, con grande ricerca di materiali derivati da competizioni o da tecnologie aerospaziali per combattere il freddo e il vento, come se il riscaldamento globale fosse tutta un’invenzione di Obama.

C’è da dire che questa settimana a Firenze si battono i denti e negli stand ci si accalca alla ricerca di generi di conforto e calore umano, come da ROSSIGNOL, dove in un’atmosfera ski-retro si offrono bevande calde come in un rifugio alpino, accolti da affascinanti hostess d’argento vestite.

A chi ama lo stile futuribile e Hi-Tech non sarà sfuggito la collezione di RIDERS IN THE STORM, veramente ‘cattiva’ , ma molto commerciale. Potrei azzardare: un successo annunciato.

Capitolo a parte SAVE THE DUCK, brand da sempre iconico per vegani, ecologisti et similia, che ha puntato molto su materiali innovativi come i suoi falsi-piumini stretch, dannatamente comodi, accentuando ulteriormente la protezione termica con un nuovo parka “artico”.

pitti uomo gennaio 2017

pitti uomo gennaio 2017

E LE SCARPE? LARGO AL RUNNING

Ormai non ci sono più mezze misure…la sneaker è sempre di ispirazione running, quando non è direttamente una scarpa da corsa portata col business suit, con i risultati comici che si possono immaginare.

Si spinge forte sui materiali tecnici e sui colori forti, come CESARE PACIOTTI, che mette il suo spadino su una simil-lunar glide sgargiante e arrogante di gusto discutibile.

Persino NEW BALANCE accentua la sua immagine già sportiva modellando tutta la sua collezione sulle linee più estreme, riuscendo a convincere anche me, che sono un classicone.

Anche CLARK’S ha messo sotto i riflettori una urban sneaker dalle caratteristiche hi-tech notevoli, leggera e flessibile, anche se esteticamente non proprio accattivante.

Una segnalazione è d’obbligo per MIZUNO, che le running shoes le ha nel sangue e si vede (complimenti all’ufficio stile, accostamenti cromatici veramente belli) e per CREATIVE RECREATION, brand made in U.S.A (almeno nello stile) decisamente avant-garde a un prezzo abbordabile.

pitti uomo gennaio 2017

PAROLA D’ ORDINE : RETROTOPIA

Come in tutto il design che ci circonda, ormai da anni, la retrotopia detta la linea della moda.

Si cercano punti fermi nel passato mancando coordinate certe nel presente e nel futuro.

Ecco quindi rispuntare le scarpe DIADORA di Roberto  Baggio, le ski jackets ROSSIGNOL, le atmosfere western di STETSON, il mega stand WOOLRICH, BARACUTA e BARBOUR, dove  si celebrano capi iconici da oltre un secolo, che sono lì a ricordarci quanto poco si sia fatto per rimpiazzarli…

Rispuntano fuori vecchi cadaveri come BENSIMON e CHEVIGNON, che, sinceramente, nulla da aggiungere hanno al panorama del fashion system. Naturalmente, giganteggia l’allestimento dì VINTAGE 55, da sempre maestro nel giocare sul filo della memoria a stelle e strisce.

Bello il padiglione WRANGLER che fa battere il cuore agli over 50 come me che per tanto tempo hanno portato sulle chiappe quell’etichettina di pelle (e il brand ha giocato proprio su questo effetto nostalgia/flower power ).

pitti uomo gennaio 2017

BASTA CAPPELLI , C***O!

Per il quarto anno di fila il must del Pitti uomo è il cappello, sempre più Fedora, sempre più largo, evidente, sgargiante, anche esagerato.

Va bene che la moda deve contenere una certa dose di provocazione, ma bisognerà dirlo a ‘sti benedetti hipsters del piffero che ormai l’effetto-divisa li sta ridicolizzando.

pitti uomo gennaio 2017 cappelli

E LA SARTORIA?

C’è da dire che anche il sartoriale gode di buona salute, arroccato nel suo padiglione centrale, sempre più indirizzato verso il Custom made e il lusso, laddove le rinate sartorie e camicerie napoletane sembrano dettare la linea stilistica, con un ritorno ed una affermazione della cartella cromatica  della terra, come dire “brown is the New black”.

A proposito, sta tornando il trench (si ,proprio lui, ricordate “Casablanca”?), poi non dite che non vi avevo avvisato…

C’è Grande attenzione, come al solito, per accessori e “gemellaggio” con altri simboli del lifestyle come barbieri (che si esibiscono “live”) e biciclette ( notevole lo stand di Brooks e Cigno).

pitti uomo gennaio 2017

Pitti uomo gennaio 2017. PENSIERINO FINALE

In tutto questo rutilante carnevale fra sigari, baffi, pantaloni “dell’acqua in casa”, occhialini e, si, certo, cappelli, mi auguro che il “sistema Italia” riesca a tirar fuori un coniglio dal cilindro per salvare la BORSALINO, bandiera del l’eccellenza italiana, ormai ufficialmente fallita, evitando, possibilmente, che all’ultimo tuffo si faccia avanti il solito fondo quatariota o lo squalo LVMH e se la compri per le classiche due fave.

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