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Paul Newman: mito e icona di stile

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I ragazzi molto giovani forse non sanno neanche chi sia Paul Leonard Newman. Per tutti solo Paul Newman, blue eyes. E non sanno nemmeno che cosa si sono persi…

Paul Newman, il volto di Hollywood

Non ha l’aura magica del ribelle maledetto, come Steve McQueen o James Dean, ma il talento lo aveva baciato in fronte: figlio dell'”actor’s studio”, raggiunse un vero oscar solo alla veneranda età di 80 anni (ma l’Academy si sa, meglio non considerarla). Paul Newman può essere considerato “il” volto di Hollywood per eccellenza, cioè di quella America che è nel cuore di tutti.
La sua storia parla di un numero esagerato di interpretazioni indimenticabili, da “Nick Mano Fredda” a “Lo spaccone” e poi ancora “La Stangata”, “La gatta sul tetto che scotta “, “Lassù qualcuno mi ama”. Due Oscar, di cui uno alla carriera, oltre che una carriera da regista e produttore di tutto rispetto.

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Paul Newman, la leggenda

La sua leggenda invece racconta di un attore in cerca di sfide con se stesso. Nel 1973 (a circa 50 anni) molla per lunghi periodi il set per affrontare il mondo dei bolidi in circuito, prima a livello amatoriale, poi da professionista e infine da gentleman driver, fino a correre da protagonista la 24 ore di Le Mans. Mica pizza e fichi…
Per non parlare dello spessore umano di Paul Newman, cioè della sua attività come filantropo. La sua passione per la cucina lo portò a creare la “Newman’s own”: salse e beneficenza.
E ancora, non molti sanno che una delle sue fondazioni generó in Italia nel 2007 la “Dynamo Camp”, una struttura che si occupa di ragazzi con problemi gravi di salute.

NON BELLO E MALEDETTO, MA CON UNO STILE UNICO

Ecco, a Paul Newman è mancata la maledizione di Marlon Brando. Era un uomo normale: ha amato, è invecchiato ed morto nel suo letto. Ma tutto ciò non ha oscurato la sua eleganza tutta americana: il suo modo di portare la giacca e la cravatta, colori neutri oppure scuri, outfit sartoriale ma casual. Disinvolto, rilassato, senza far notare nient’altro che i suoi occhi azzurri.

Quando poi si rilassava durante i weekends, veniva fotografato sempre con indosso un paio di Chinos o degli impeccabili loafers americani. Oppure camicia bianca e jeans cinque tasche: come dire, l’ABC del preppy style.

Indimenticabili le sue foto in tuta ignifuga e casco. Sport ed eleganza: Rayban Aviator e Rolex, il celebre cronografo Daytona, a lui indissolubilmente legato.

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Di se stesso disse:

“sono stato un pessimo giocatore di softball, badminton e un pessimo pugile : vuoi vedere che sono un pilota decente?”

Paul Newman incarna lo stile a cui si è ispirato in seguito anche Ralph Lauren, l’americano sportivo ma elegante, una sorta di versione a stelle e strisce del gentleman anglosassone: non si può non ricordarlo, non si può non amarlo.

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