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Land Rover Defender: aspettando il ritorno

land rover serie III

Scomoda, lenta, antiquata, fredda d’inverno, calda d’estate, in una parola: Ruvida.
Ecco perché mi piace la Land Rover Defender, quella che, per me e per tutti, sarà sempre “la Land Rover“, la leggenda del fuoristrada, un pezzo di storia britannica.

In mezzo a tanti SUV, la Land Rover Defender è ancora una vera fuoristrada, fascinosa da andarci alla notte degli Oscar con Lara Croft e ignorante che se vai a sbattere contro un palo lo tiri giù senza chiedere scusa (vabbè, non provateci!)

lara croft

Land Rover Defender, storia di una leggenda

Siamo nel secondo dopoguerra: la Gran Bretagna ha vinto ma è un cumulo di macerie e l’industria deve ripartire, il mercato necessita di modelli alternativi rispetto ai modelli di lusso prodotti dalla Rover.

L’idea geniale viene a Maurice Wilks, un brillante ingegnere, che immagina una concorrente britannica alla Jeep, vero mulo a stelle e strisce, incontrastata dominatrice dei pantani della seconda guerra mondiale.

Il progetto nasce innovativo, con la trazione integrale, la carrozzeria in alluminio e un passo di circa 80 pollici, più “abitabile” rispetto alla concorrente a stelle e strisce.

Viene subito sviluppata una versione station wagon che anticipa la successiva versione “passo lungo”, con una distanza dagli assi di 107 pollici.

Il successo è planetario, sia come mezzo militare, ma anche per corpi di polizia, forestali e simili, sia per gli usi più “borghesi” diventando praticamente l’icona del “gentleman farmer”.

Dal 1975 “Land Rover” diventa un marchio autonomo, proprietà di British Leyland, all’interno del quale la nostra benamata prosegue un processo di evoluzione che porta il passo ad allungarsi da 88 fino a 90 inches per la corta e 110 inches per la lunga.

Nel 1979 la mascherina viene portata in linea con i fari, modificando, senza alterarlo eccessivamente, uno dei “musi” più caratteristici del panorama automobilistico mondiale.

Nel 1983 altra rivoluzione: si abbandonano le vecchie balestre per le più moderne sospensioni a molla, suscitando i malumori dei puristi, ma le economie di scala non sentono ragioni.

lrdefender1985

UN PO’ DI SHOPPING

La nascita del Defender

Nel 1990 assume il nome roboante di “Defender“, probabilmente per accentuarne l’impiego militare, per poi diventare nel 2007 “New Defender“, che, nel concetto di innovazione tipicamente british, suona decisamente più moderno.

Questo processo evolutivo si sviluppa all’interno di un girotondo di proprietà che passano dalla sfortunata British Leyland alla Mg Rover, per continuare nel 2000 sotto le bandiere della Ford, ai bavaresi di BMW nel 2006.

L’odissea si conclude nel 2008 quando il gruppo Tata la acquisisce stabilmente (insieme a Jaguar) facendola diventare il suo marchio “premium”.

Strana la vita, vero? Gli ex coloni che si comprano il fiore all’occhiello dell’industria motoristica britannica…sic transeat gloria mundi, così direbbero gli antichi.

Comunque gli indiani hanno almeno avuto il buon cuore di lasciare la sede legale a Coventry e le linee produzione sul suolo britannico.

Com’è, come non è, gli Indiani decidono di concludere l’avventura della nostra amata all’alba del 25 Gennaio 2016, giorno infausto, nonostante la richiesta fosse ancora altissima.

Prima della dipartita, vennero prodotte alcune serie speciali che sono delle vere chicche da collezionisti (vedi foto)

serie speciali defender

I numeri parlano di oltre due milioni di esemplari venduti di un fuoristrada che è diventato un’icona di stile per un certo tipo di eleganza snob, tipo “Quattro matrimoni e un funerale” .

Stiamo parlando del country-chic più snob, dalle lande dello Staffordshire e dell’Essex passando per Bonneville fino ad arrivare alla Maremma toscana, alla Garfagnana e a Deauville, insomma uno stile che unisce i gentiluomini ruvidi, ovunque essi dimorino.

4 matrimoni e un funerale

Aspettando il nuovo Defender

La notizia ha colpito gli amanti del marchio come un calcio di Chuck Norris, lasciando un popolo di orfani e un mercato sull’orlo di una crisi di nervi.

Gli ultimi esemplari da immatricolare sono andati letteralmente all’asta (leggende narrano che ce ne siano ancora alcuni nelle cantine dei concessionari il cui prezzo sale ogni giorno) e l’usato ha visto i suoi prezzi schizzare alle stelle, così come i ricambi.

La vera ragione di questa follia risiede fondamentalmente in una oscura profezia, che il nuovo Defender, che gli Indiani lanceranno sul mercato nell’ormai imminente 2018, sia solo una sbiadita memoria dell’ eroica protagonista di mille battaglie.

Insomma un SUV omologato ai canoni estetici e produttivi del terzo millennio, tutta plastica pulita, addio caro vecchio ferro sporco e inquinante…una tragedia!

A me un’insider ha anticipato che, dal momento in cui sarà lanciato sul mercato il modello nuovo, le quotazioni dell’usato saliranno ancora di più.

Le immagini disponibili non rivelano granché…questa ansia mi sta sfinendo, vado a farmi un Oban 14!

2018 Land Rover Defender concept

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