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Gianni Boncompagni, il piccolo genio pop della radio italiana

gianni boncompagni

Forse vi starete chiedendo cosa ci faccia uno come Gianni Boncompagni su Stile Ruvido, un blog che si occupa sostanzialmente di stile e lifestyle, donne e motori.
Il fatto è che il Ruvido sono io e DECIDO IO di chi voglio “occuparmi”, per cui non posso fare a meno di ricordare qui e ora quello che considero un piccolo grande genio della comunicazione Made in Italy.

UNA LUCE NELL’ OSCURITÀ

Vorrei descrivervi il panorama radiofonico italiano dei primi anni ’60 con una parola: il nulla. Nulla assoluto, oscurità totale: programmi imbalsamati, playlist (come si direbbe oggi) nazional popolari con musica pseudo sanremese destinata ad un target adulto(ma sarebbe più realistico definire anziano) in un mondo che stava vivendo la rivoluzione pop che avrebbe stravolto la cultura e la società. Solo canali nazionali, zero radio libere, zero rock ‘n roll, zero colore.

In questo scenario apocalittico irrompe Gianni Boncompagni, un giovane autore italiano (ma proveniente dalla Svezia), poliedrico e innovativo che, grazie alla fiducia ottenuta dai dirigenti Rai, si inventa Bandiera Gialla, prima trasmissione di musica “beat” (sic!) per i polverosi palinsesti nazionali.
“Apriti cielo…dove andremo a finire…”

Ma la rivoluzione non si ferma qui: il 7 luglio 1970 Gianni Boncompagni inizia la programmazione di Alto Gradimento e niente sarà più come prima.

gianni boncompagni e renzo arbore

ALTO GRADIMENTO, L’HELLZAPOPPIN ALLO STATO PURO

Quelli della mia generazione (chi ha detto vecchi? Fuori di qua!!!) non hanno più dimenticato quell’ora di follia pura dalle 12.30 alle 13.30 che ti risollevava la giornata, aprendo un portale dimensionale verso una surrealtà parallela, con dei personaggi che oggi definiamo demenziali e musica alternativa, senza un filo logico apparente, con un ritmo “moderno” al quale non eravamo forse pronti, ma che proprio per questo travolse l’Italia come una tempesta tropicale.

Forse eravamo ingenui, forse vergini, ma Gianni Boncompagni ed Enzo Arbore, coadiuvati da Marenco e Bracardi, crearono una frattura nel modo di fare radio (e anche comicità) che ha generato un’onda lunga che ancora oggi si percepisce nel mondo dello spettacolo.
Molto prima della nascita delle radio libere, avevano liberato la radio dall’ingessatura del regime democristiano dell’epoca: nessuno è più riuscito in quest’impresa, nessuno…

gianni boncompagni e raffaella carra

LA SVOLTA NAZIONAL-POPOLARE

Le cose belle, si sa, non durano molto e il “dynamic duo” di Alto Gradimento si divise. Gianni Boncompagni fu attratto fatalmente dalle sirene del tubo catodico, dove portò nel 1977 la sua carica innovativa con Discoring, primo programma di musica “giovane” in Rai, con uno stile di regia fresco e pop, una sorta di Bandiera Gialla solo un po’ più “mainstream”.

Ormai però il grande salto aveva portato il “genio” di Gianni lontano dalla provocazione, verso un pubblico più ampio, alla collaborazione con la sua amata Raffaella Carrà, trasformandolo in uno dei migliori show-Makers della televisione italiana, fino alla sua trasmissione-icona, Non è la Rai.

gianni boncompagni e raffaella carra

IN QUESTO MONDO È DIFFICILE ESSERE INTELLIGENTI

Sia chiaro, penso di averne viste in tutto tre puntate, non era il mio genere, così come non credo di aver apprezzato granché a suo tempo Pronto Raffaella? o altri show targati Boncompagni in TV, ma il suo marchio di fabbrica è innegabile.

Come ha detto Aldo Grasso, è molto più difficile fare una TV vuota come quella generalista che quella intelligente e “di nicchia” come quella a cui si rivolse il suo compagno e amico Renzo Arbore, con uguale successo.

Una cosa è sicura, l’immagine di Ambra Angiolini col microfonino è diventata un’icona di riferimento, forse involontaria, per generazioni di show girls e veline.

gianni boncompagni e ambra angiolini

THANK YOU FOR THE SHOW

Non è vero che per fare la rivoluzione bisogna sventolare le bandiere rosse, indossare l’eskimo o sfoderare slogan: a volte si abbattono più barriere con il nonsense di Patroclo e Catenacci o con il rhitm’n blues.

Gianni e Renzo mi hanno fatto ridere, tanto, e mi hanno fatto sentire tanta bella musica, forse per primi.

Non è poco, davvero, per cui non chiedetemi perché ho scritto di lui, di loro…semplicemente perché  glielo devo.

Gianni Boncompagni

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