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Eicma 2016, tre moto da vedere

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Ci risiamo, è Novembre, son passati i Santi e i Morti e ci ritroviamo dentro l’Eicma, quello che chiamavamo “Il Salone” per eccellenza, quello del ciclo e motociclo.

Eicma 2016, nuovi modelli Triumph e BMW.

Mi ripeto fino allo sfinimento, c’è sempre troppa gente all’Eicma e, purtroppo, l’ignoranza regna sovrana…

Ditemi, come fa un attempato gentiluomo a fare lo slalom fra orde di montanari muniti di enormi zaini da escursione andina e frotte di adolescenti maleodoranti in caccia di standiste scosciate e adesivi, senza collassare dopo il primo stand?

È tassativo: ci vuole il fisico! Ma serve anche una forte motivazione e, a ‘sto giro, l’ho trovata  nelle indiscrezioni sui nuovi modelli Triumph e BMW.

BMW e la nuova Urban GS

Togliamici subito il pensiero: la BMW ha calato l’asso: ritorna la GS!

Si, lo so, la GS c’era già, ma non facciamo finta: quella specie di astronave di proporzioni spropositate non ricordava ormai neanche di striscio quella motocicletta sorprendente e innovativa che nel 1980 sorprese gli appassionati portando il boxer bavarese dalle strade di Milano alle piste polverose di Dakar.

Una moto totale con cui potevi anche andare al bar, in ufficio o in vacanza in piena scioltezza: ancora oggi gli usati sono ancora in giro con orgoglio.

La nuova Urban GS è un po’ più grossa (ma quando la finiremo con questo priapismo meccanico/tecnologico? Less is more) ed è derivata dalla base nine/t , come la meravigliosa Scrambler, con la quale condivide il boxer da 1.170 cc.

La differenza la fanno i colori BMW Motorsport, la sella alta e il parafango da enduro, che alla fine giustificano(?) i 14.000 euretti circa (al netto dei millanta accessori) che tocca cacciare per aggiudicarsi la suddetta.

D’altronde, se varchi la soglia di un concessionario BMW devi essere preparato.

TRIUMPH IS A RELIGION: la Bobber

Ormai sapete quanto io straveda per la casa di Hinckley, per cui tralascerò i preamboli.

I ragazzi ci hanno regalato un nuovo capolavoro: la Bobber, sviluppata sulla base della Bonnie T120, che già era stupenda.

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Aggiugi la sellona “single seat”, il mono-ammortizzatore “softail”, gli scarichi lunghi aperti, forcella più corta e manubrio più ampio e zac, avete la moto che aspettavate: essenziale ma comoda, minimale ma raffinata, arrogante ma chic. Insomma quella che si potrebbe definire “una bella moto”

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Poi c’è lo Scrambler rinnovato, su base T100, con un sacco di chicche tecnologiche dall’ABS al controllo di trazione e degli scarichi nuovi da urlo e anche qui la definizione è la medesima.

LA SCRAMBLER DIVENTA SPORTSTER

In casa Ducati spingono forte sulla Scrambler e i numeri sono dalla loro parte.

La piccoletta va forte e quindi la Ducati le ha dedicato uno stand tutto suo, con le nuove varianti destinate ad accrescerne il successo e a caratterizzarla maggiormente.

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Innanzi tutto la versione “cafè racer” cioè racing, che si traduce in manubri bassi, cupolino, pedane arretrate e scarichi dedicati, con un effetto estetico interessante, suggestivo e nostalgico.

eicma 2016 scrambler-ducatiPer apprezzarla bisogna dimenticarsi che deriva da una Scrambler e considerare che a Borgo Panigale le sportive sono pane quotidiano, quindi un “trapianto ” di questo genere non è azzardato ma, direi, quasi inevitabile: a me ricorda tantissimo le special fatte in casa degli anni ’70 e riesce a strapparmi un sorriso…

Degna di nota anche la versione desert sled, cioè Baja California, con parafangoni da enduro e scarichi alti che, invece, va al cuore del messaggio Scrambler, versione a stelle e strisce.

Ok, io a quel punto me ne sono tornato a casa.  Volete parlare di Ninja, CBR, scooteroni et similia? Non so, non mi interessa, non è il mio mondo, frega niente…ciao.

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