Gente Ruvida

Alessandro Cattelan ha uno stile perfetto. Comme il faut

alessandro cattelan style

Ci siamo: X Factor, il talent preferito da mia figlia e dalle sue compagne (classe 2006) è entrato nella fase “calda”, i live di Milano.

Sul palco, fra giudici megalomani, impacciati giovanotti e signorine, svetta lui, il mattatore, Alessandro Cattelan!

Sono da così tanto tempo nel mondo della moda che so riconoscere e apprezzare l’eleganza, quando la incontro. E qui ci troviamo in presenza di un giovanotto classe ’80 che ha tutti i numeri per diventare un’icona di stile, per le attuali e prossime generazioni.

La cifra stilistica di Alessandro Cattelan è la spontaneità: lui stesso ha dichiarato di vestirsi in maniera istintiva:

“Non faccio il cambio di stagioni, ho tutto lì, da una parte i maglioni, dall’altra le t-shirt, scelgo in base alla temperatura”

e di amare i maglioni “brutti ma belli”, come quelli che porta Ben Stiller, che potremmo definire un riferimento per il suo humor .

alessandro cattelan x factor 2016

Questo non gli impedisce di portare con disinvoltura lo smoking o certe giacche “hollywoodiane ” (per esigenze di copione), senza sembrare imbalsamato, come molti suoi colleghi, o assomigliare ad un cameriere di un night club. Giacche indossate sempre con quei pantaloni un po’ cortini e asciutti, che sdrammatizzano…

Alessandro Cattelan, stile  No Logo

Ormai lo riconosci al primo colpo: giacca un po’ corta, ma coi volumi giusti, pantalone e camicia slim, calzini vistosi, ma sempre ironici, scarpe un po’ anticonvenzionali. Tutto rigorosamente no logo, comme il faut

alessandro cattelan style

Il segreto, a mio parere, sta nel suo background, ovvero le basi sulle quali ha costruito la sua carriera, che sono preparazione, cultura e professionalità. Oltre ad una versatilità che lo ha portato anche al suo primo film “Ogni maledetto Natale” nel quale non sfigura nei panni di un personaggio che un po’ gli assomiglia.

alessandro cattelan ogni maledetto natale

Alessandro Cattelan è uno show man di livello internazionale, prova ne sia il suo inglese perfetto, un esempio quasi unico nel triste panorama italiano: d’altronde il suo riferimento non è Mike Bongiorno (con tutto il rispetto) ma Jimmy Fallon, e scusate se è poco…

Parlando di versatilità, sintonizzatevi su Radio Deejay a mezzogiorno e avrete la prova delle sue capacità come speaker ed entertainer in FM e vi garantisco che non è poco e non è da tutti.

Capace un po’ di tutto (ma lo sapevate che ha un passato da musicista?), con un sorriso alla Bill Murray e un aplomb degno di Peter Sellers, sarà in grado di trascinare la televisione italiana fuori dalle secche del provincialismo che la contraddistinguono? Io dico di sì.


 

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